Verdicchio dei Castelli di Jesi

Tipologie: Verdicchio dei Castelli di Jesi; Verdicchio dei Castelli di Jesi Riserva; Verdicchio dei Castelli di Jesi Spumante; Verdicchio dei Castelli di Jesi Passito; Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico; Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva; Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore.

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Zona di produzione: l’area comprende le colline al centro della provincia di Ancona e una minima parte del territorio di Macerata. Per i vini prodotti nella zona originaria, i Castelli di Jesi, è concesso l’uso della mensione Classico.
Vitigni: si ottiene dalle uve Verdicchio. Possono concorrere altri vitigni a bacca bianca autorizzati, fino al 15%.
Temperatura di servizio consigliata: 8°-10°C
Bicchiere consigliato: calici di media dimensioni svasati alla sommità.
CARATTERISTICHE
Aspetto: colore giallo paglierino, a volte con sottili sfumature verdi che volgono al dorato con la maturazione.

Profumo: delicato, fragranza fresca e persistente di frutta e fiori, sentore di mandorle amare.

Gusto: sapore asciutto, fine, armonico, con retrogusto gradevolmente amarognolo.

Gradazione alcolica: Verdicchio dei Castelli di Jesi e Classico, minimo 10,5° % vol.; Classico Superiore, minimo 11,5° % vol. La mensione Riserva è designata se il vino ha gradazione di 12,5° 5 vol. ed invecchiamento minimo di 18 mesi, o almeno di 6 mesi in bottiglia. la tipologia Passito ha gradazione di minimo 14° % vol ed un anno circa di invecchiamento; l’immissione al consumo avviene dopo un anno da quello della produzione delle uve.

DESCRIZIONE

Va consumato preferibilmente fra la fine del primo anno e quella del secondo. Vini provenienti dalle zone più soleggiate e ventilate hanno maggiore longevità e carattere: si conservano bene per due o tre anni, anche con breve passaggio in botti di legno. Vino dai grandi profumi e sensazioni.  Inizia con decisi profumi di fiori di biancospino e fiori di campo per passare poi ad un fruttato fresco di pesca, mela e lievi ricordi di agrumi. Inconfondibile finale caratterizzato dal retrogusto di mandorla amara. Interessante notare come nella zona classica nella vallata sinistra del fiume esino si percepiscono notevoli sensazioni minerali per passare ad una maggiore sapidità dei vini prodotti nella vallata opposta.

Abbinamenti e curiosità storiche

Si può affermare che tutti i piatti della cucina mediterranea trovano soddisfazione dall’accostamento con uno di “verdicchi”: antipasti, carni bianche (più o meno elaborate), carni bollite, funghi, tartufi, fritti di verdure. Ma è soprattutto con il pesce, crostacei e i molluschi che vi è lo “sposalizio” d’elezione. Buono anche con le ricette elaborate che richiedono un vino di forte personalità.

È il vino per eccellenza della Regione Marche. Quando si parla di Marche nel contesto viti-vinicolo si associa subito il vino Verdicchio dei Castelli di Jesi.  La storia del Verdicchio dei castelli di Jesi è tuttavia caratterizzata da alti e bassi. A momenti di vigore negli anni ‘60, grazie all’enorme quantità esportata, hanno fatto seguito periodi di appannamento nel decennio successivo, dovuti soprattutto alla mancanza di qualità per la grande richiesta sul mercato. Ha preso poi nuovo vigore a partire dalla metà degli anni ‘80, grazie all’intuizione di alcune aziende che, studiando ed esaminando cloni di Verdicchio, sono riuscite ad estrarre un vino dall’enorme personalità e longevità, dando al Verdicchio dei Castelli di Jesi un’immagine duratura e consolidata nell’ambiente viti-vinicolo mondiale.

 
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