Intervista a Roberto Potentini, Enologo della cantina Belisario

Come è andata la vendemmia a Matelica e nella cantina Belisario?

La vendemmia 2009 è andata straordinariamente normale, nel senso che veniamo da una decina di vendemmie non più rispondenti all’ordinarietà viticola; quest’anno finalmente abbiamo avuto una stagionalità abbastanza rispettata arrivando al momento della vendemmia con degli equilibri fisiologici ordinari.

Sinceramente considerando lo storico dell’ultimo decennio arrivare in vendemmia in una situazione normale è diventata per assurdo una cosa straordinaria; quindi direi che è stata una buona vendemmia, le uve erano equilibrate sotto il profilo zuccheri, acidi, polifenoli per i rossi, si presentavano mediamente con una buona, ottima sanità; non ci sono state grandinate gravi, c’è stato un periodo difficile a maggio con molta umidità e abbondanti precipitazioni e li si è capito chi sapeva fare il viticoltore e chi no perchè è stato necessario fare degli interventi molto tempestivi e particolari. Per cui chi ha saputo superare lo scoglio meteorico di maggio assolutamente è arrivato in ottobre con una qualità della materia prima ottima.

Il vino lo stiamo valutando adesso, come tutti sapete è un prodotto fatto di innumerevoli componenti tra piccole e grandi, è in assoluto la bevanda più complessa che esista al mondo e il problema non è tanto la quantità dei componenti ma il fatto che sono tutti in equilibrio tra loro; per cui la risultante sensoriale di questo enorme equilibrio chimico-fisico microbiologico è estremamente difficile. Diciamo che ci sono stati quei presupposti di base che fanno dedurre che ci troveremo di fronte ad un ottimo prodotto enoico.

Parlando di qualità lei pensa sia giusto far capire al consumatore che il vino debba essere prima un  alimento sano e quindi qualitativamente buono, oppure è meglio dire che la qualità non può prescindere dalla sanità del prodotto?

Normalmente la qualità non prescinde dalla sanità del prodotto, cioè un prodotto buono sotto il profilo sensoriale lo è anche sotto il profilo sanitario, salutistico. Fino a sessant’anni fa il vino era un alimento, oggi bere vino è un modo per stare insieme e divertirsi. Cioè non si beve più a scopo energetico, ma si beve vino esclusivamente per creare emozioni gustative, per dare piacevolezza alla vita. Per cui ritengo personalmente che prima  il vino debba essere buono e poi sano anche perchè il vino contenendo alcol non è un prodotto salutistico. Si, un bicchiere di vino al giorno fa bene, migliora la qualità della vita, perchè questa è fatta non solo di numeri ma anche di sensazioni e il vino va a migliorare la sesazione di qualità della vita.

Un tappo raso per il Verdicchio, un’idea fantastica, già sappiamo in anteprima il nome commerciale del prodotto, Y&S, vorrei che lei spiegasse ai nostri lettori di che cosa si tratta…

Il Verdicchio è riconosciuto a livello mondiale come il vitigno italiano a bacca bianca più importante e la sua importanza non deriva solo dalla storia e dalla cultura che legano quest’uva al territorio marchigiano ma anche dalla sua eterogeneità produttiva. Esistono verdicchi eccezionali di annate recenti cosi come verdicchi affinati vent’anni ed ancora in grado di dare emozioni sensoriali enormi. È un vitigno spumantistico, ci sono dei brut di Verdicchio favolosi così come per le versioni passite e i muffati di Verdicchio premiati a livello mondiale. Una versione che mancava a livello enoico per il Verdicchio era di un mosto parzialmente fermentato. Io credo tantissimo nei vini a bassa gradazione, credo nel vino “giocoso” e il Verdicchio normalmente ha un immagine seriosa, da vino tosto, i 14 gradi coperti, vino da lunghissima maturazione ed invecchiamento, abbiamo voluto provare una cosa che fosse esattamente agli antipodi da un punto di vista di tipologia enoica e quindi trasformare il Verdicchio in un prodotto estremamente easy, originale , che accarezzasse e fosse “ruffiano” in maniera esagerata, un prodotto che coccolasse…

Y&S è un mosto parzialmente fermentato, questa settimana andrà in bottiglia, è un 5 gradi alcol svolto, il resto tutto mosto, 2 atmosfere e mezzo perchè le bollicine fanno comunque allegria e dovrebbe essere appunto un prodotto estremamente divertente!

Emanuele Regno


 
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