Vernaccia di Serrapetrona

Tipologie: spumante dolce e secco
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Zona di produzione: la zona di produzione, molto ristretta, interessa il comune di Serrapetrona e parte dei comuni di Belforte del Chienti e San Severino Marche, in provincia di Macerata.Vitigni: La DOCG Vernaccia di Serrapetrona, riconosciuta con Decreto del Ministero delle Politiche Agricole del 18 agosto 2004, si ottiene dal vitigno autoctono Vernaccia Nera. Possono concorrere alla produzione di detto vino anche uve provenienti dai vitigni a bacca rossa autorizzati e/o raccomandati nella provincia di Macerata, da soli o congiuntamente, nella misura massima del 15% del totale.

Temperatura di servizio consigliata: 14/16° C

Bicchiere consigliato: Riedel serie Overture Red wine


CARATTERISTICHE

Aspetto: colore che va dal granato al rubino, perlage abbastanza sottile e persistente.

Profumi: odore tipicamente aromatico e vinoso, ricorda la frutta rossa molto matura, le confetture e le spezie.

Gusto: sapore dolce o secco, sapido e caldo, con corpo morbido, piacevole e fondo gradevolmente amarognolo.

Gradazione alcolica: 11,5° % vol.

DESCRIZIONE

La Vernaccia di Serrapetrona è un tipico vino rosso spumante ottenuto sia con il metodo Charmat che con quello classico e quindi l’immissione sul mercato avviene al momento di maturità del prodotto.

Le norme tecniche che caratterizzano questo tipo di vino prevedono l’appassimento minimo del 40% delle uve utilizzate per la vinificazione.

Abbinamenti e curiosità storiche

Abitualmente la Vernaccia di Serrapetrona (tipo dolce) si destina a dessert, preferibilmente a pasticceria secca, biscotti e pandolci rustici, dolci tipici di carnevale (chiacchiere e castagnole), dolci tipici locali (calcinacci, che a Serrapetrona sono chiamati i “brutti ma buoni”). Nella tipologia spumante secco, invece, si abbina magnificamente con la polenta e le pappardelle al sugo di anatra della ricetta locale, oltre che con grigliate di carne. Sorprendente l’accostamento della Vernaccia (tipo secco) a formaggi piccanti e semiduri, mediamente grassi, a fermentazione fungina, oltre che a carni più impegnative, a bolliti salsati, o alla mostarda di frutta.

Fino all’inizio del secolo, nei giorni di ricorrenze agresti, si offriva polenta di mais condita con la “sapa” (mosto altamente concentrato a fuoco) accompagnata da un buon bicchiere di Vernaccia Spumeggiante.

Si racconta che il Conti, nella “Storia di Camerino e dintorni”, riferisce che nel Medioevo, un soldato polacco al soldo di truppe mercenarie, assaggiando il vino prodotto nella zona esclamasse: “Domine, Domine, quare non Borgianasti regiones nostras ?”. Borgiano è, per l’appunto, una frazione di Serrapetrona.

 
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